Ayas

2006

22 luglio

Un temporale si è concentrato nell’anfiteatro superiore della Testa Grigia e della Gran Cima. L’improvvisa ed enorme quantità d’acqua abbattuta si è riversata nel torrente Cuneaz e quindi nel fondovalle. Le colate di fango lungo la pista di sci hanno raggiunto l’abitato di Champoluc tra la Piazza della Chiesa e la zone Ramey allagando scantinati, garages, locali commerciali e invadendola strada regionale con melma e acqua.

2000

13-16 ottobre

Si verifica un’alluvione che colpisce tutta la Valle; in particolare in questo comune si verificano intense erosioni sul versante sinistro idrografico, si segnala la presenza di alcune masse instabili; la situazione è a rischio soprattutto nel canalone che dalla Località Saler-desot scende sulla Loc. Villy. Si registrano inoltre una frana in località Gavine che ha provocato danni alle vie di comunicazione e ai pascoli e una colata di fango in località Crest-Frantze.

1993

23 settembre

Il T. Evançon esonda in loc. Frachey provocando danni alla strada comunale che hanno comportato il rifacimento dell’opera.

1987

luglio

Eccezionali avversità atmosferiche colpiscono tutta la valle provocando danni anche nel comune di Ayas.

1975

23 maggio

Si verificano delle frane a Zerbion, Pra – Charbon e Bissous.

1960

Si verifica un Debris flow del Torrente Evançon a Champoluc; vengono invase due ville, un ponte viene asportato, si verificano erosioni di sponda lungo la strada regionale, piccole frane e danni al bosco.

1957

13 giugno

In seguito alle forti piogge e alla concomitante fusione della neve un’alluvione colpisce tutta la Valle; in particolare nel comune vengono asportati 20 ponti e dei tratti di acquedotto di Periasc, Frachey, Corbetta, Cornu e Mattère che attraversano il T. Evançon; a Champoluc viene invasa la sede stradale ‘… le acque di piena invadevano totalmente la sede stradale con deposito di materiale dopo aver asportato muri d’argine …’

1936

4 agosto

Si verifica una frana poco sotto la cresta di Felik presso il Quintino Sella; 200.000 mc di roccia e ghiaccio precipitarono nel sottostante ghiacciaio Perazzi per oltre 3 km, investendo l’alpeggio all’Alpe Superiore di Verra, abitato da 3 persone che restarono miracolosamente illese.

1910

luglio

In seguito al manifestarsi di cicloni e uragani si verificano numerosi danni: foreste rase al suolo, e tetti di alcune case sollevati.

1755

14 ottobre

‘La più grave calamità naturale del Settecento devasta la media e la bassa Valle’ in particolare in questo comune si segnalano diverse case rovinate, molti terreni asportati e coperti di sabbia e pietre.

1920

06 gennaio

Valanga di Champlan – Facciabella
Catasto Regionale Valanghe 02-021

La valanga si stacca dall’ampio versante SE del Mont Facciabella alla quota di circa 2550 m s.l.m. e percorre il bosco di Facciabella. In alcuni casi la valanga si arresta in prossimità della località Pesse, a circa 1900 m di quota, però, se il distacco è ampio e la massa di neve in movimento è notevole, la valanga si incanala e scende a quote più basse.

Il 6 gennaio del 1920 la valanga raggiunge le frazioni di Champlan (1640 m s.l.m.), Taleuc (1600 m s.l.m.) e Quaille (1580 m s.l.m.).

Attualmente il conoide prativo dove in passato è passata la valanga ha aumentato in modo considerevole il numero di abitazioni presenti. Da un approfondimento storico effettuato dall’Ufficio Valanghe è emerso infatti, che prima del 1920, la zona era poco costruita.

Una delle poche case che esisteva alla base del conoide prima del 1920 è stata interamente distrutta dall’evento del 6/01/1920. A testimoniare questo evento che ha portato la morte di 7 persone, è presente in località Quaille una cappella con targa commemorativa. Durante la ricerca storica, è emerso da diverse cartoline storiche rinvenute ad Ayas che la casa, prima del 1920, era costruita con un tetto ad una falda, mentre in un’altra riproduzione, immediatamente successiva al 1920, mostra la casa completamente distrutta.

Un’altra cartolina, più recente, mostra la casa ricostruita, con tetto a due falde e disposta diversamente rispetto al passato. Grazie a queste informazione e altre raccolte direttamente sul territorio si è riusciti a delimitare con una buona approssimazione la zona di accumulo dell’evento del 1920. Tale valanga ha infatti raggiunto con la componente di aerosol (soffio) alcune abitazioni poste a ridosso del Torrente Evancon, rompendo delle ringhiere.

Visto l’urbanizzazione crescente della zona, nell’anno 1956 sono state costruite numerose piazzole nella zona di distacco della valanga e dal 1985 dei ponti da neve.

Nel 2018 la valanga è scesa nuovamente a fondovalle, seguendo dinamiche simili a quelle del 1920, la neve si è arrestata all’interno dell’impluvio poco a monte delle case più vicine alla depressione naturale che segue la valanga.

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