Courmayeur

1717

12 settembre

Tremenda catastrofe, improvvisa caduta della propaggine del Triolet, danni alle capanne, morte di 20 persone e più di 120 mucche.

1846

16 maggio

Esondazione dei T. Chénoz, Cordèle, Pallésieux, Vérand e una frana si è abbattuta su un edificio nei pressi della “source de la victoire”

1881

19 luglio

Esondazione a Dolonne in seguito ad un violentissimo nubifragio – distruzione di 2 fabbricati.

1920

14 novembre

Una frana catastrofica si è staccata dalla spalla orientale del Monte Bianco.

Tra il 1923 e il 1925

Dal 1923, il Ghiacciaio della Brenva è avanzato in modo evidente provocando la formazione di un nuovo lago ai suoi piedi, nel 1925. Il processo continua e un nuovo movimento si evidenzia nel 1938.

1984

31 luglio

In Val Ferret, le continue piogge hanno formato una sacca d’acqua che si è riversata a valle e ha lambito i campeggi di Meda: i servizi sono stati invasi da fango e acqua.

1989

7-8 luglio

Alluvionamento presso la zona del traforo del M. Bianco: I torrenti del bacino del Mont Frety hanno inondato di fango per un’altezza massima di circa 50 cm la zona dei capannoni e delle biglietterie (del traforo del M. Bianco) causando lievi danni alle strutture stesse. Il piazzalino che precede quello del traforo è stato invaso da circa 30 m.c. di materiali inerti che hanno provocato lievi danni ad un TIR in sosta.

1990

2 settembre

Stacco di un’intera parete rocciosa dall’Aiguille de Tronchey

1993

8 ottobre

Tra le diverse conseguenze dell’alluvione del 1993 che colpisce numerose località della valle  si ricordano i danni alle fondamenta della chiesa di Notre-Dame de la Guérison, in Val Veny.

La fragilità idrogeologica del comune di Courmayeur è evidenziata nel tempo anche dal distacco di frane importanti in varie parti del territorio: Dolonne, Miage, Goletta, La Suche, La Trappe, Verand, Pavillon nel 1975, nel 1967.

Nel 1991 Frana in loc. Praz de Moulin con intasamento dell’alveo e gravi danni agli automezzi posti sulla strada.

Nel 1990 una frana ha interessato La Palud, all’imbocco della galleria prima di arrivare al tunnel del M.te Bianco.

Ripetute le frane staccatesi sul Mont Chetif nel 1881, nel 1913 e Plan Checrouit (vedi art. 1960)

Da sempre e ancora oggi oggetto di grande attenzione La Saxe (frana nel 1990 interessa la S.S. 26; caduta massi sull’abitato nel 1997) e Planpincieux.

1996

24 luglio

Un evento alluvionale di notevole gravità ha interessato il settore sudovest della Valle d’Aosta. Nel comune di Courmayeur i danni provocati dall’evento sono stati molteplici; Si sono registrati danni al piazzale della funivia di Val Veny. In loc. Entrèves lungo la S.S. 26, in corrispondenza del primo piazzale, il canalone, per gli apporti del tutto eccezionali si è stato intasato, provocando l’allagamento e l’interruzione momentanea della strada.

2000

15–16 ottobre

Il comune di Courmayeur è uno dei pochi comuni dell’alta valle che subisce diversi danni a causa dell’alluvione del 2000. Molti torrenti si ingrossano sia nella Val Ferret, sia nella Val Veny, interessando aree e strutture già più volte colpite, nel tempo, da condizioni meteorologiche avverse.

Dal Mont Chetif, il canalone denominato Guira, come già avvenuto in occasione dell’alluvione del 1996, è interessato da una piena>>

Una colata di fango ha invaso il bosco ed alcuni prati nei pressi dell’impianto funiviario Dolonne-Plan Checrouit e palazzetto dello sport di Courmayeur. Il torrente Sapin, nel tratto compreso tra le case della loc. La Trappaz e la confluenza del torrente Pissoy, ha completamente deviato il suo corso invadendo le proprietà agricole. Si verificano anche la piena del torrente Pra sec, allagamenti presso l’area artigianale di Entrèves e numerose le frane su tutto il territorio: La saxe, Planpincieuex, Peuterey, Becco dell’Aquila, Plan Checrouit.

L’analisi del catasto dissesti mette in evidenza la fragilità del territorio comunale e descrive il ripetersi sistematico, ogni anno, di fenomeni di debris flow dei torrenti laterali, la frequente esondazione della Dora di Ferret, il sovralluvionamento della Dora di Veny e delle aree circostanti.

Soprattutto a partire dalla metà degli anni ’80 (benchè sporadicamente si registrassero fenomeni da sempre) Pra Sec, Le Pont, Tronchey, Planpincieux, Rochefort, Montita, Sapin e La Golette insieme alla Dora di Veny e alla Dora di Ferret sono protagonisti di situazioni emergenziali sia in occasione di grandi eventi come quello del 1996 e del 1993, sia per singoli episodi temporaleschi di notevole intensità. La piana di Arnouva è sovente soggetta a sovralluvionamento, così come Plan Checrouit è spesso danneggiata dal sopraggiungere di materiale alluvionale e di frane.

Tra gli eventi più importanti si registrano appunto il 1996 e il 1993, due situazioni gravi per l’intera Valle d’Aosta, che hanno prodotto effetti importanti anche a Courmayeur.

Si ricorda anche il 1997 per la frana del ghiacciaio della Brenva che ha causato un intasamento e il conseguente innalzamento del livello idrico della Dora di Veny generando un lago di circa 70.000 mc.

2001

marzo

Nel comune si verificano diversi fenomeni franosi; Alcuni interessano la pista Dolonne-Plan Chécrouit. Una frana si stacca a Golette, cade un masso dal Becco dell’Aquila sul Mont Chétif e piomba sul cantiere della Calcestruzzi S.p.A. ferendo gravemente 1 persona.

2003

13 giugno

Il debris flow lungo il torrente Rochefort ha provocato l’ostruzione della strada comunale per la Val Ferret con danni alla sede viabile.

2007

15 giugno

Debris flow del torrente Sapin che trascina materiale fino alla confluenza con la Dora Baltea.

2008

29 maggio

Debris flow su colatoio sotto rifugio Bertone, nei pressi della galleria sopra Entreves. La Dora di Ferret esce dall’alveo e invade la sede stradale.

2010

estate

Luglio e agosto sono ogni anno mesi complessi per il comune. Anche nel 2010 piogge intense hanno provocato il trasporto di materiale da parte di alcuni torrenti laterali. Nella zona Pavillon-Pra Moulin, che passa vicino alla strada comunale della Val Ferret, un torrente è tracimato trasportando fango e pietre sulla carreggiata. Il fango ha invaso anche in parte il piazzale e ha toccato lo chalet del controllo degli accessi alla Val Ferret. In loc. Pra sec l’Armiraz ha danneggiato un ponte a servizio della pista di fondo e alcuni mezzi agricoli fermi sulle aree su cui è esondato trascinando fango. Colate detritiche hanno interessato anche la strada di accesso al tunnel del Monte Bianco. Tracima un torrente nella Val Veny ed ostruisce la strada di accesso alla vallata.

2012

5 maggio

Si verifica una frana di crollo in loc. Ponte delle Capre. Una parte del crollo stimato in circa 18-20 mc (volume complessivo stimato di circa 1.500 – 2.000 mc), staccatisi dalla guglia rocciosa nota come Becco dell’Aquila ha divelto completamente alcune campate delle due file sovrapposte di barriere paramassi esistenti e ha raggiunto un impianto di betonaggio, danneggiando in modo serio 4 camion con gravi danni economici ma fortunatamente nessuna conseguenza per le persone.

2014

aprile

Il Comune di Courmayeur viene investito dall’Emergenza legata al possibile distacco e collasso della frana del Mont de La Saxe. Dalle indagini e monitoraggi, dagli studi geologici e dalle modellazioni numeriche sono stati individuati diversi scenari di collasso associabili a diversi settori del corpo di frana, con volumi stimati variabili da 400.000 m³ a 8.3 milioni di m³ in caso di collasso totale. La frana grava sugli abitati di Entrèves e La Palud, dove risiedono oltre 2000 persone nei periodi di maggior frequentazione turistica, sul raccordo di accesso al Traforo del Monte Bianco, sulla strada di accesso alla Val Ferret nonché sulla Dora di Ferret, con potenziale formazione di un lago di frana. La frana è monitorata dal 2009 e nel corso degli anni è stato creato un sistema di monitoraggio integrato (GPS, DMS, Rete geodetica topografica e Radar da terra) finalizzato al suo monitoraggio continuo; Durante l’emergenza della primavera 2014, a seguito dell’incremento dei valori di spostamento della frana e del susseguirsi di fenomeni di crollo è stata ordinata la chiusura di alcune strade di Courmayeur e l’evacuazione di 80 persone dalla frazione di La Palud.

Nel gennaio 2011 si verifica un fenomeno di caduta massi al km 6+800 della SS26 appena prima dell’ingresso alla galleria paravalanghe. Alcuni elementi lapidei di dimensioni ridotte hanno terminato la propria corsa nei pressi dell’imbocco di valle della galleria paramassi ‘La Saxe 1’ sulla SS26. Solo alcune scaglie di piccola pezzatura non sono state intercettate dalla barriera paramassi, hanno sorvolato la stessa e impattato sulla carreggiata e su un’autovettura che transitava in quel momento provocando la morte di un turista francese.

26 agosto

A seguito di precipitazioni intense è esondata la Dora di Courmayeur nel tratto immediatamente a monte del ponte delle ‘Capre’.

2015

17 settembre

A seguito delle precipitazioni intense che hanno colpito la Val Ferret si verifica un Debris flow lungo il torrente Rochefort il cui materiale si è riversato sulla strada che conduce a Planpincieux.

2018

6 agosto

Un intenso e localizzato evento temporalesco associato alle alte temperature dei giorni precedenti ha provocato alcune colate detritiche nel comune di Courmayeur; La più grave è quella trascinata dal torrente Margueraz, in loc. omonima: il torrente ha provocato un ingente accumulo di materiale detritico sulla sua conoide sino alla confluenza con la Dora di Ferret. Il fenomeno ha interessato numerose macchine parcheggiate a ridosso della strada comunale, scaraventandone alcune in Dora e provocando danni alla strada e al ponte. L’evento causa il decesso di due persone. Una seconda colata è stata quella del torrente Montitaz che ha causato danni a due ponti di strade interpoderali per Rochefort e La Vardaz e la parziale invasione della strada comunale sotto Planpincieux.

2020

25 febbraio

Una frana di crollo staccatisi da una falesia rocciosa situata sul versante meridionale del Mont Chétif ha coinvolto un volume complessivo stimato in circa 800-1.000 mc. Alcuni blocchi lapidei crollati hanno causato lo schianto di numerose resinose anche di grosso fusto e si sono infine arrestati nella zona del campetto della scuola di sci provocando danni evidenti alla struttura di protezione del tapis-roulant, nonché in corrispondenza di un ripiano posto a monte della scuola di sci.

6 agosto

Sbalzi di temperatura repentini da una settimana all’altra e l’eccessiva fusione prodotta dallo zero termico che supera i 4000 metri hanno innescato movimenti rapidi del ghiacciaio di Planpincieux, monitorato per il rischio di crollo. Evacuata la Val Ferret da residenti e turisti per 72 ore.

2006

18 febbraio

Valanga Mont de la Saxe – Planpencieux A
Catasto Regionale Valanghe 18-030

La valanga del Mont de la Saxe è una delle numerose valanghe che possono raggiungere il fondovalle della Val Ferret, e pertanto è ben sorvegliata dalla commissione locale valanghe.

L’evento del 2006 ricade quasi completamente all’interno dei limiti storici del Catasto valanghe, ad eccezione della porzione densa, che pur non oltrepassando la strada comunale, si allarga verso est in destra orografica andando ad ostruire per alcune ore il corso della Dora della Val Ferret. Al contrario, la porzione polverosa (soffio) si spinge sul versante opposto fino alla chiesa di Saint Esprit. L’intero abitato di Planpencieux (Val Ferret) viene interessato dalla nube  di neve che “intonaca” gli edifici, e in alcuni casi penetra all’interno dei locali dopo aver scoperchiato gli infissi.
La valanga provoca infatti alcuni danni a automobili, cartelli stradali e infissi e lievi danni al bosco.

Questa valanga è ben conosciuta dagli abitanti della valle e, anche nel catasto valanghe sono presenti documenti e testimonianze di eventi passati. Nei primi anni ’90 sono stati posizionati in zona di distacco elementi frangivento e successivamente ponti da neve. Purtroppo però queste opere non sono sufficienti a garantire la totale incolumità dell’abitato di Planpencieux in caso di nevicate importanti.
Molto interessante, per citare uno dei numerosi eventi conosciuti, è l’evento catastrofico del 7 gennaio del 2001. In questo caso, la linea di distacco della valanga si propagò per più di un chilometro dal Mont de la Saxe a Testa Bernarda  andando a interessare più bacini valanghivi contemporaneamente . A Planpencieux la valanga interessò le strutture adiacenti al piazzale e alla pista di fondo, mentre nel villaggio di Le Pont (più a Monte risalendo la Val Ferret)  alcune case furono distrutte e l’altezza del deposito della valanga raggiunse i 10 m.

Per approfondimenti : Rendiconto nivometereologico 2005/2006

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