Fénis

2019

19 giugno

Si segnala una caduta massi in loc. Bayette che provoca l’interruzione della strada poderale che conduce agli alpeggi della parte alta del vallone di Clavalité con rottura di un condotta in PVC presente sul tracciato stradale. Il volume del crollo è stimato tra 10 e 30 m³.

Nello stesso luogo si era già verificato un crollo con volume complessivo variabile tra 10-25 m³ il 13 maggio 2019.

2018

14 settembre

Precipitazioni intense sono causa di una colata detritica sul torrente Savoney con trasporto di materiale tra 30 e 200 m³. Si registrano erosioni localizzate dell’impluvio ma non si osservano ostruzioni del corso d’acqua.

2015

dicembre 2014 – febbraio 2015

Segnalato un crollo innescatosi dalle pareti rocciose che delimitano verso Nord il canalone Lavanchey. Il volume crollato, stimato complessivamente in alcune migliaia di m³, si è mobilizzato percorrendo due direttrici preferenziali di caduta arrestandosi sia all’interno del bosco, provocando lo schianto di diversi alberi, sia all’interno dell’alveo del torrente Savancy poco a monte della confluenza con il torrente Lavanchey. Un grosso blocco ha tuttavia proseguito la propria corsa arrestandosi a monte dell’attraversamento della strada comunale sottostante, senza provocare danni alla medesima, ma occludendo completamente il passaggio di eventuali acque sotto la sede stradale.

2008

27-31 maggio

L’evento alluvionale ha interessato generalmente tutta la Regione con un valore di precipitazioni mediato sull’intero territorio pari a circa 115 mm (la media mensile di maggio 1950-2000 è di circa 90 mm). Le precipitazioni persistenti sono state causa di numerosi smottamenti e sovralluvionamenti di torrenti laterali e della Dora Baltea.

A Fénis si segnala l’erosione della strada interpoderale Fénis-Septumian ad opera della Dora Baltea. Nella Valle di Clavalité si osservano erosioni delle arginature sull’omonimo torrente oltre all’alluvionamento del torrente Bioley.

2000

13-16 ottobre

L’evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000 ha determinato nella Regione Valle d’Aosta situazioni di diffuso dissesto. L’intensità di pioggia è stata abbastanza uniforme su tutta la valle, con l’eccezione delle valli di Cogne e del Lys nelle quali si sono misurate precipitazioni molto al di sopra della media regionale (rispettivamente 456 e 320 mm rispetto alla media di 220 mm).

A Fénis, l’evento è risultato particolarmente devastante causando purtroppo 6 vittime.

Oltre alle numerose frane di colamento e scivolamento registrate sul territorio in molte località, si ricordano le colate detritiche sul torrente Biolley, di Rovarey e del torrente Pléod che hanno causato ingenti danni ad abitazioni e infrastrutture e l’alluvionamento della piana di Clavalité che ha modificato la morfometria locale.

1994

23 settembre

A causa di nubifragio, è segnalata la fuoriuscita del torrente di Clavalité con alluvionamento della piana di Celey. Si segnalano danni al ponte, alla sede stradale in località Piana di Clavalité; danni, sotto Miserègne, al canale ENEL in cui si sono riversate alcune centinaia di m³ di materiale.

1993

22-25 settembre

Le abbondanti precipitazioni, causa dell’alluvione del 1993, che ha colpito con maggiore intensità la zona attorno al massiccio del Gran Paradiso (Val Grande di Lanzo, la Valle dell’Orco, la Val Soana, la Val Chiusella in Piemonte e la Valle di Cogne e la Valsavarenche in Valle d’Aosta), sono state anche causa di una piena del torrente Clavalité.

Il ponte presso Miserègne, che collega il villaggio al capoluogo, crolla travolto dal torrente. 15 persone sono costrette a lasciare le loro abitazioni, la strada di Clavalitè viene fortemente danneggiata, lasciando isolati tre alpeggi. Segnalate colate detritiche nel pianoro di Clavalité in loc. Pian de Celey e pian de Faceballa.

1981

aprile

Alla fine di marzo, periodo fortemente perturbato, frane, valanghe e alluvionamenti torrentizi sono causa di interruzioni stradali anella Valle di La Thuile, in quelle del Gran Paradiso e nella valle centrale.

A Fénis, in loc. Arbussaye e La Cerise sono segnalati smottamenti/colate di fango che hanno causato lo sradicamento di alcune piante (pini silvestri), l’invasione della sede stradale e locali danni alla strada di accesso al vallone di Clavalité.

1977

3 ottobre

L’alluvione dell’ottobre 1977, che ha interessato il nord ovest italiano, ha comportato danni anche al territorio di Fénis. Le precipitazioni abbondanti e prolungate hanno comportato l’esondazione del T. Clavalité in loc. Bioley con danneggiamento agli argini del corso d’acqua, l’allagamento della strada comunale di Clavalité per un tratto di circa 500 m da Maison Blanche a Chez Botz con distruzione del fondo stradale, delle scarpate, dei muri di sostegno del ponte di Milana e del ponte Bayet oltre che dei circostanti terreni.

1957

13 giugno

L’evento alluvionale tra il 12 e il 15 giugno 1957 devasta molte vallate del Piemonte Occidentale ed estende la sua influenza anche alla Valle d’Aosta.

Innumerevoli le interruzioni stradali e le erosioni di sponda, un’ottantina i ponti crollati in valle.

Sul territorio di Fénis è segnalata l’esondazione del T. Clavalité (viene segnalata anche una diversione dello stesso) con danni alla vegetazione, alle prese irrigue, alla viabilità e al ponte di Misérègne e distruzione dei ponti Ferrein e Barche.

Nel pianoro di Clavalité il torrente ha allargato l’alveo di circa 20 m per una lunghezza di 2.5 km ricoprendo prati e pascoli di uno strato di sabbia, ghiaia e pietrame; 9 ponti vengono asportati durante l’evento.

1866

23-27 settembre

Quattro giorni di precipitazioni intense e prolungate provocano l’ingrossamento di numerosi corsi d’acqua. La piena della Dora Baltea causa il crollo di numerosi ponti tra i quali quello di accesso a Fénis.

1846

Pur non avendo riscontri di eventuali danni a Fénis, gli eventi alluvionali del 1846 hanno quasi sicuramente comportato effetti anche a sul territorio comunale. Gli eventi sono quelli:

16-17 maggio 1846: piogge torrenziali scatenano un esteso quanto disastroso evento alluvionale in Valle d’Aosta;

16 -18 ottobre 1846: “les trois funestes journées d’octobre 1846”.

1755

14 ottobre

‘La più grave calamità naturale del Settecento è l’alluvione che il 13 e 14 ottobre 1755 devasta la media e la bassa Valle’. I danni sono gravissimi. Eccone una sommaria valutazione, con qualche nota descrittiva, trasmessa dai giudici al vicebalivo: Fénis e La Rivière, 80.000 lire; …

2018

4 gennaio

Valanga di Rovarey
Catasto Regionale Valanghe 07-013

Ci troviamo nel Comune di Fenis, nel Vallone di Clavalité, che solitamente durante il periodo invernale non è frequentato. La Valanga di Rovarey si stacca in sinistra orografica del vallone, dalla costa della Pointe de Plan Rue ad una quota di circa 2300 m s.l.m., si incanala in un impluvio molto marcato e raggiunge la base del vallone a ridosso della frazione di Rovarey posta alla quota di 1525 m s.l.m..
I giorni antecedenti al 4 gennaio 2018, un flusso perturbato, mite per la stagione, apporta  in media 40-50 cm di nuova neve sopra i 2500 m. La nevicata è accompagnata da venti intensi occidentali. Sono proprio questi i fattori predisponenti al distacco di questa valanga.

Un primo flusso valanghivo invade una porzione di canale che va oltre il vallo deviatore posto a protezione delle case di Rovarey. Poco dopo ne scende un altro, che trova però parte della zona di scorrimento e accumulo della valanga già occupati dalla neve già scesa, motivo per cui intraprende  una strada inconsueta virando verso le abitazioni.

Infatti, la valanga ha superato il vallo deviatore e ha proseguito verso le case. Oltre il colmo del vallo, nella zona più a monte, lo spessore della valanga ha raggiunto anche i 4-5 m di altezza. Il flusso valanghivo ha ricoperto una falda del tetto della casa posta più a monte e ne ha riempito l’intercapedine e poi ha scorso sul fianco di questa casa e anche di quella che risulta al margine meridionale del villaggio.
La valanga aveva già raggiunto le case di Rovarey nel 1955, lambendo e colpendo le case esposte più a sud. Per questo motivo negli anni a seguire fu costruito un vallo deviatore a monte del villaggio proprio per indirizzare la valanga in zone non antropizzate.

Per l’evento straordinario del 2018 il vallo deviatore non fu sufficiente a deviare la valanga.

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